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Thank You: ITALIANBARK won at the Amara Interior Blog Award 2018

If you follow ITALIANBARK on instagram or Facebook, you will already know that the blog was awarded at the Amara Interior Blog Awards as Best Colour Blog International. I feel so happy and honoured and I take a few minutes today to thank you for this.

ITALIANBARK was in nomination every year for this award (since the very first year of the Amara, back in 2014!) but never reached the shortlist, it was my first time at the awards ceremony and when I heard my name on Thursday night my heart jumped.

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[ italian ]

Se segui il profilo instagram ITALIANBARK o la pagina Facebook, saprai forse già che il blog è stato premiato agli Amara Interior Blog Awards come Best Colour Blog Internationalne approfitto oggi per raccontare qualcosa di più e soprattutto per ringraziarti.

E’ stata davvero una grande emozione e non me l’aspettavo, soprattutto perché ITALIANBARK è stato nominato tutti gli anni per questo premio (fin dal primissimo anno degli Amara, nel lontano 2014! ) ma non era mai arrivato in shortlist, quindi figuriamoci a vincere. Quindi quella di giovedì era la mia prima volta alla serata di premiazione e quando ho sentito il mio nome non ero minimamente pronta.

 

 

 

The awards ceremony took place in an amazing location, at One Marylebone, a former church in the Marylebone area in London, and the night was presented by Michelle Ogundehin, former editor-in-chief of ELLE Decoration. This was the biggest edition of the Amara Interior Blog Awards, with lots of shortlisted blogs and for the first time from all over the world, with the categories Uk, United States and International (ie the rest of the world, including Italian blogs).

I don’t have many photos or videos of the evening because honestly I thought more about having fun and chatting with other bloggers than about taking pictures [btw, hello to Martina, a blog contributor for a year now and creator of A Designer At Heart, who was my plus one at the London evening, but also to Carlotta and Davide of unprogetto, Ingrid of That Scandinavian Feeling e Hege di Hege in France and to all those I met on Thursday]. Also, I arrived in London after a week of travel, first to Malmo for a blogtour, then to Holland for the Dutch Design Week, I was quite tired and I left my smartphone in my bag all the night long.

La serata di premiazione si è svolta in una location pazzesca, a One Marylebone, una ex chiesa nella zona di Marylebone a Londra, allestita in modo unico per l’occasione; a presentare la serata Michelle Ogundehin, ex caporedattore di ELLE Decoration. Questa è stata l’edizione più grande degli Amara Interior Blog Awards, con tantissimi blog in shortlist e per la prima volta da tutto il mondo, con le categorie Uk, Stati Uniti e International (ovvero resto del mondo, tra cui i blog italiani).

Non ho molte foto o video della serata perché onestamente ho pensato più a divertirmi e chiacchierare con le altre blogger che a scattare delle foto [a proposito, un saluto a Martina, contributor del blog da un anno e creatrice di A Designer At Heart, che mi ha accompagnata nella serata londinese, ma anche a Carlotta e Davide di unprogetto, Ingrid di That Scandinavian Feeling e Hege di Hege in France e a tutte le persone che ho conosciuto giovedì]. Tra l’altro, arrivavo a Londra dopo una settimana di viaggi, prima a Malmo (per un blogtour di cui vi parlerò presto), poi in Olanda per la Dutch Design Week, con un livello di stanchezza piuttosto elevato e lo smartphone è stato sempre dentro in borsa.

 

It was an amazing evening but I really realized everything only once I got home. I also found myself thinking back about these five years, about all the things that happened and changed, by creating this web page.

Five years ago this blog was just a virtual space where I could share ideas and inspirations, at a time when I was really unhappy with my job: even though I was doing what every graduate in architecture is supposed to do (I worked in a design firm in my city), the truth is that I was so frustrated. It was just this, wrong person in the wrong place. I gave this weird name italianbark thinking about my dog ​​because I wanted something that made me laugh, without thinking about it, I did not know anything about this work on the web and actually I did not even know that this one day could have become a real job. Feels so strange by thinking now about it, but it’s really like that, I learned by doing, making mistakes, changing, looking at others, and by behaving always exactly as in those first days, writing by passion and to feel inspired.

For almost three years I worked both in the firm and ran this blog: I remember about waking up at six to write the post of the day and to reply to the mails and then to run at work, about writing during lunch breaks while my colleagues were chatting, about following the social networks from the iphone while I was doing some renderings or when the pc crashed, about writing during weekends and in the evenings. If I think back to those times, my work today seems like a dream come true, even if I never loose that habit of running and following a hundred things at a time.

Two and a half years ago indeed I left the safe job with a hundred doubts and sleepless nights. That choice turned out to be the best that I could do, because I finally dedicated my time 100% to this page and to my work as a freelance, who grew together with this blog, doubling from year to year.

Last year for the first time I thought that I needed help, that time – which at the beginnings seemed so much – was not enough anymore, and here we are today, with a team of collaborators who soon will grow again and that I love ♥

I was telling this last night to a friend of mine: never believe to those who tell you that something cannot be done, because we live in Italy, because times are hard, because of this and that… It’s bullshit: if you commit yourself and work hard, you can do it all right.

And, in any case, it is always worth to try ^ _ ^

Thank you so much to everyone

 

 

E’ stata una bellissima serata ma ho realizzato il tutto solo una volta arrivata a casa e mi sono ritrovata a pensare a questi cinque anni, a tutte le cose che sono successe e cambiate, al motivo per cui ho creato questa pagina web.

Per me questo blog era semplicemente uno spazio virtuale dove condividere idee ed ispirazioni in un momento in cui davvero non vedevo grandi prospettive future: anche se il mio lavoro dell’epoca sulla carta era quello che ogni laureato in architettura si aspetta di fare (lavoravo in uno studio di progettazione), la verità è che ero davvero infelice. Ero semplicemente nel posto sbagliato per me. Ho messo nome a questo sito italianbark pensando al mio cane perché volevo qualcosa che mi facesse ridere e fine, senza grandi ragionamenti, non sapevo nulla di come si lavora nel web e nemmeno sapevo che questo potesse un giorno diventare un lavoro vero. Fa strano a ripensarci, ma è davvero così, ho imparato facendo, sbagliando, provando, confrontandomi con gli altri, e andando avanti un po’ sempre come in quei primi giorni in cui a sapere di questo blog erano solo il mio ragazzo e una manciata di persone.

Per quasi tre anni ho portato avanti sia il lavoro in studio che questo blog: ricordo che mi svegliavo alle sei per scrivere il post e rispondere alle mail e poi volavo al lavoro, che scrivevo nelle pause pranzo mentre i miei colleghi chiacchieravano, che seguivo i social dal telefono mentre lanciavo render o quando il pc si impallava, che scrivevo nei weekend e di sera. Se ripenso a quei tempi, quello che faccio oggi sembra davvero un sogno diventato realtà, anche se il vizio di correre e di seguire cento cose insieme non l’ho mai perso. 

Due anni e mezzo fa ho preso coraggio e lasciato il lavoro sicuro con cento dubbi e tante notti insonni. Scelta che poi si è rivelata la migliore che potessi fare perché finalmente mi sono dedicata al 100% a questa pagina e al mio lavoro di progettista freelance, che è cresciuto di pari passo con questo blog, raddoppiando di anno in anno.

L’anno scorso per la prima volta ho iniziato a pensare che il tempo -che all’inizio sembrava così tanto- non bastava più, che avevo bisogno di una (anzi, più) mani ed eccoci oggi, con un team di collaboratrici che presto crescerà ancora e che io adoro ♥

Ne parlavo l’altra sera con una mia amica: non credere a chi ti dice che una cosa non si può fare perché tanto siamo in Italia e tutto va male. Sono stronzate: se ti impegni e lavori sodo le cose si possono fare eccome.

E, in ogni caso, vale sempre la pena di provarci ^_^

Grazie di cuore ancora a tutti!

Award Night pics credit Clément Lauchard