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Just a Friday post (haven’t talked about the Hive conference yet?)

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I love light topics for Fridays.

And it’s been a while since last post for “Things I love”, with all those things I wanted to show you after Milan Design Week. Yes because this has completely drawn my attention in the last few days, and I’ve realized I haven’t shared with you anything about my weekend at The Hive in Berlin (and still nothing about Berlin as well, soon on the blog something from this beautiful city)

If you still don’t know what’s about, I just tell you that The Hive is an European blogging conference which takes place every year and put together bloggers, storytellers, brands. Two days full of workshops, lectures, meetings…a real heaven for those who have this strange passion for blogging, as myself. You come back full of ideas, inspirations, and considerations as well

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Al venerdi mi piace stare leggera con i post.

Ed e’da un po che non ci riesco, con tutte le ultime cose che vi volevo mostrare in questo ultimo periodo. E certo perché il Salone del Mobile nel mezzo si e’rubato tutta l’attenzione. E mi sono resa conto che davvero neancora vi ho parlato della conferenza The Hive, a cui sono stata due settimane fa a Berlino (città che merita un approfondimento a parte, a presto qui, spero) ?

Se ancora non sapete cos’è, in due righe vi dirò che si tratta di una conferenza europea di due giorni, organizzata ogni anno per riunire blogger e in un senso più largo storytellers e influencers (odio usare tutte queste paroline inglesi nella parte in italiano. ma scusate come ci si definisce con termini in italiano??), ma anche di vari brand.

Due giorni di confronto, riflessioni, letture, un vero paradiso per chi come me ha questa strana passione del “blog”. E’ inevitabile tornare con la mente piena di idee, ma anche di riflessioni

 

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being a blogger or having a blog? | The Hive conference

Don’t know what’s you opinion about being a blogger or having a blog. Actually, for me is still more about a real passion than a profession, which has started two years ago, and has continued steadily just like because is something I really like doing. Something similar to playing an instrument every evening. Just a little place where I’ve put together many different sides of myself, like being a compulsive photographer, a self-thaught graphic, a curious one who’s always looking for new things, or being one of those who used two write a diary every evening before sleeping. Just writing about architecture and design, those topics there are more familiar to myself and I love more, that’s why I’ve gone for an interior design blog. The strange thing is that, even if things have evolved very quickly for my blog, I still feel quite unconfortable in calling myself a blogger. It’s all about passion here, more than about job…and even if the two things are turning one as time goes by, I always think about this virtual space as my little happy island with this small pink dog I invented two years ago.

A spontaneous and impulsive one, maybe a quite loner type…

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Si perchè non so quale sia il vostro rapporto con l’essere blogger, o l’ “avere un blog”, ma nel mio caso non è la mia professione ed è una grande passione partita due anni fa, e continuata in modo costante fondamentalmente perchè mi sono trovata una cosa che mi piace davvero fare. Un pò come uno che suona uno strumento e si ritrova tutte le sere a farlo, per capirsi. Un piccolo posto in cui metto insieme vari lati di me, quello di fotografa compulsiva, quello di grafica autodidatta, quello di curiosa sempre alla ricerca di cose nuove e belle, quello di una che scriveva il suo diario ogni sera. E lo faccio parlando un pò di quello per cui sono più competente, ovvero architettura e design, certo non potrei essere una food blogger io che quasi nemmeno cucino, per dire. La cosa strana è che mi sento ancora, nonostante l’evoluzione molto veloce delle cose che hanno portato questo piccolo blog a crescere in fretta, molto a disagio nel mio essere una blogger. Si tratta di passione qui, che poi il tutto conferisca nella mia professione la mia isoletta felice resta questa, questo cagnetto rosa che mi sono inventata due anni fa. Spontaneo e impulsivo, e dal carattere un po strano che fa fatica a stare dietro alle regole.

E pure un tipo un pò solitario fondamentalmente….

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virtual and real | The Hive conference

A type who felt unconfortable even with having a profile picture, indeed you find it with its head down usually. And instead in those events like The Hive you realize that the person who’s behind a blog is the real value of it, nothing could be more wrong than thinking this is just about virtual spaces and that the net is about isolation from the real world. Every time I came back from these events I realize that the very first value of this small www-space are the real connections with real people I’ve created throught it. From this small virtual space, new collaborations, new working opportunities, new ideas, just thinking for example at our #weblogsaloni project, but also to many other projects that are not connected with blogging properly.

The risk- I would say, the trick- is to want to reach the more people you can, to please everybody. And to loose the spontaneity of “having a blog”.

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Un tipo che si sentiva a disagio persino a mettersi la foto del profilo. E infatti lo ritrovate con la testa abbassata un pò dappertutto 😉 E invece in eventi come The Hive ti rendi conto che la persona che sta dietro al www è tutto, non c’è nulla di più reale delle persone che stanno dietro a questi piccoli spazi virtuali. E non c’è niente di più sbagliato del credere, come tanti ancora pensano, che il web sia un mondo di isolamento. Ogni volta che torno da eventi di questo tipo mi rendo conto di quanto il valore principale di questo spazio virtuale sia quello di avermi dato la possibilità di connettermi, nella realtà, con una marea di persone che altrimenti  sarebbero rimaste lì in percorsi paralleli al mio. Ne nascono nuove possibilità lavorative, nuove idee, nuove collaborazioni, quasi continuamente, da questo piccolo www. Penso per dire al nostro progetto #weblogsaloni , ma anche ad altre cose che in realtà poi con il blog non hanno niente a che fare.

Il rischio, una volta capito questo meccanismo, è quello di cadere nella trappola di volere arrivare un pò dappertutto, di piacere a tutti. Di perdere quindi la spontaneità della cosa, del tuo “avere un blog”.

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unicity as a value | The Hive conference

And this is the point that really terrifies me. I’m terrified by the idea of changing my way of writing, of contents, just for this or that brand. I’m terrified to think that I have to open my blog facebook page, just because this is more professional. I’m so sad when I think of changing my small pink logo in a new one, just because this one is now too childish and amateur for the blog now. I’m paranoid about thinking that my contents should be SEO-friendly now, with all that tag h1, h2, etc. I’m terrified by all those people who steal your contents and copy your style.

But then, when you attend to those events like The Hive – yes, full of SEO, branding, social marketing, etc- you come back with the confirmation that unicity is the first real value behind what you do. That those ones above are just some resources, but the essence does not change, that is you -with all your personal luggage- behind your www space, even if you do not post your pictures, or you child (or dog’s) one, or do not talk about personal affairs.

At the end, I’m finally going to work on italian bark with this new resources as well. Maybe, I’m going to change that childish logo. Or maybe not. For sure, I will keep posting and photographing and sharing compulsively. I’m also going to read more books (at The Hive there was an amazing corner full of hundreds of books, written by bloggers, I loved it).

The point is, you always come back with a new energy from The Hive.

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E questo al momento mi terrorizza. Mi terrorizza pensare che dovrei cambiare modo di scrivere per accontentare questo o quel brand. Mi spaventa pensare che dovrei farmi una pagina facebook “per essere più professionale”. Mi rattrista pensare a cambiare il mio loghetto disegnato al volo una sera due anni fa perchè ora non è più “all’altezza” di tutto il resto, con il suo sembrare davvero amatoriale. Mi mette la paranoia ottimizzare con il SEO ogni parola che esce da qui, mettere i tag h2 h3 eccetera. Mi manda in buca pensare che davvero c’è chi ti copia in giro qua e là (ma che ti stai a fare un blog dico io se devi copiare da altri??). 

Ma poi ad eventi come The Hive, in cui ci sono si le varie lezioni di SEO, di branding, di social marketing, eccetera, te ne torni in realtà con la conferma ulteriore che l’unico valore che conta davvero è l’unicità di quello che fai. Perchè i mezzi sono una cosa, la sostanza è un’altra. Il nervo, lo chiamo io, quello che ti fa capire che dietro alla pagina web ci sta una persona e non un robot: e non serve metterci per forza mille foto del tuo bel/brutto visino, foto del tuo bambino (o cane, nel mio caso), parlare continuamente dei fatti tuoi, per far capire che dietro ad un www ci stai tu, con il tuo bagaglio culturale e la tua professione reale. 

Forse alla fine un pò di questi mezzi li adotterò. Forse il loghetto si adatterà ai tempi che corrono. O forse no. Certo, continuerò a scrivere, fotografare e postare compulsivamente. E ricomincerò a leggere di più, questo sì (lo sapevate che al The Hive c’era un’angolo pieno zeppo di libri scritti da blogger, più di 200?? Ecco, questa sì che è una novità).

Fatto sta che riflessioni a parte da questi eventi alla fine si torna sempre con un entusiasmo che ciao.

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From Adam J.Kurtz, 1 Page at a Time 

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Thanks Yvonne, see you in Dublin | Grazie Yvonne, ci vediamo a Dublino 

Buon weekend!

xxx Elisabetta

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