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MILAN DESIGN WEEK 2016 | About honeycomb design trend

Let’s start the week (and a new month! yeah) with two old acquaintances of the Pink Dog. And with the usual editorial calendar (here you can have a quick recap of it) , after the Design Week anarchy: I really need to get back to good old habits and to start with our Mondays dedicated #madeinitaly design and news. There’s so much beautiful to share from my Country!

The first old friend I’m talking about is an Italian design brand in a pop and democratic style. The other is a design-star I’ve got the chance to meet in person at Milan Fuorisalone, throught his design in Berlin here. Trademark: a pink that the Dog loves so much.
Everything, in front  of a honeycomb pattern: that means modularity and geometry, two keywords of present design and interior trends. Let’s start?

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Oggi iniziamo la settimana con due vecchie conoscenze del cagnetto. E riprendendo il solito calendario editoriale (a proposito: qui ve lo spiego meglio e molto velocemente), dopo l’anarchia da Design Week: io ho bisogno di tornare alle buone vecchie abitudini e al nostro lunedì dedicato #madeinitaly !

La prima conoscenza di cui vi (ri)parlo è un marchio di design tutto italiano che ha fatto del design democratico e dello stile pop i suo cavalli di battaglia. L’altra è una star del mondo del design che ho avuto modo di conoscere da vicino proprio al Fuorisalone, ma attraverso il suo design già a Berlino qui. Segno distintivo: un rosa che al cagnetto piace un sacco.

Il tutto, con uno sfondo a pattern a nido d’ape: modularità e geometria, parole chiave tra i trend di design del momento. Mi seguite?


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let’s meet luca boffi & karim rashid

The brand I’m talking about is Luca Boffi : I’ve already told about his “all round design” philosophy here, when the brand was still in its beginnings (and my blog too ;). I had a crush with its bright colors and by its democratic design idea, that’s to say the research made by Luca Boffi in order to offer quality design by well-known designers at affordable prices.

It came a long way since then: with many new products and a beautiful showroom in central via Turati in Milan.

The brand’s collaboration with design-star Karim Rashid also continued since then.

A quirky and eclectic one, born in Egypt but brought up in Canada and now living in New York, with over 3000 projects completed between design, interiors and architecture, many academic chairs and design prizes.

I met it in Luca Boffi new showroom an I must say I was impressed: tall and wiry, with a total white outfit and quirky details, he is the mirror of his own design. A digi-pop design, which cannot be other than the result of an out of the ordinary dna and a creativity.

Do you remember we were talking about this while showing you one of the most amazing design hotels I’ve ever been, NHow Berlin here?


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Il brand di cui vi parlo è Luca Boffi : della sua filosofia “all round design” ve ne parlavo già qui, quando ancora il marchio era agli albori (e anche il mio blog ;). Mi avevano colpito da un lato i suoi colori accesi e dall’altro l’idea di un design democratico, ovvero la ricerca compiuta da Luca Boffi al fine di offrire un design di qualità e firmato da noti designer a prezzi accessibili al pubblico.

E ne ha fatta da allora di strada: con tanti nuovi prodotti e una bellissima showroom in centro a Milano, in via Turati.

La collaborazione con Karim Rashid, star del mondo del design, prosegue anch’essa dall’epoca.

Personaggio stravagante ed eclettico, nato in Egitto ma cresciuto in Canada e ora di stanza a New York, ha alle spalle oltre 3000 progetti completati tra design, architettura e interior, cattedre universitarie e premi che nemmeno si contano.

Vederlo allo showroom di Luca Boffi durante il Fuorisalone mi ha fatto un certo effetto:  alto e filiforme, vestito in total white con dettagli eccentrici, non è altro che il suo design fatto carne ed ossa. E mi fa sempre una certa impressione quando il design e chi lo crea si corrispondono così alla lettera: un design Digi-pop, che non può essere altro che frutto di un dna e di una creatività fuori dal comune.

Ve lo ricordate che ve ne parlavo proprio mostrandovi uno degli hotel più originali che io abbia mai visto, l’ NHow di Berlino?

A proposito: qui trovate un'intervista fatta a Karim Rashid dalle colleghe di Fine to Design



 

honeycomb design

What do you think about when you see a honeycomb pattern?

For me, its synonymous with modularity and infinite reproducibility. But also with the digital world, despite being one of the most basic geometric shapes in nature. The hexagonal pattern is also one of the strongest among the patterns, used widely in many industries, from aerospace industries, automotive and furniture to packaging and logistics.

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A cosa vi fa pensare un pattern a nido d’ape

A me, a concetti di modularità e di riproducibilità all’infinito. Ma anche al mondo del digitale, nonostante sia una delle forme geometriche base del mondo della natura. Il pattern esagonale è anche uno dei più solidi tra i pattern presenti in natura, e utilizzato da sempre in svariati ambiti dall’industria, alle costruzioni, alle auto, fino all’industria aerospaziale.


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1 | via 2 | Tokujin Yoshioka / ceramic tile for Mutina 3 | The Hexagon umbrella by Chulin Yang

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Karim has one of his brilliant insights: he took the honeycomb pattern and he created a piece of furniture. That’s it.

It’s called HEK and is the design news by Luca Boffi.

An armchair that becomes a couch:you can’t do wrong with geometry and HEK-back becomes the starting point for “n” variables for an horizontal development of the piece. As a 3d mosaic, the chair can be replicated in endlessly ways, creating new and unusual spatial compositions.

HEK revolutionary volume is highlighted by its two colors in light and dark versions, with a small fluorescent color accent in its profilings that are the designer’s distinctive signature (in pink and yellow, what else?). The material is innovative as well: called the Sensitive® Fabrics by EUROJERSEY, it’s an high-tech fabric that make it an extremely compact, shiny, elastic material.

I imagine this as the perfect seat for trendy clubs, for design hotel, for relax areas in contemporary offices. What do you think?

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Karim ha una delle sue intuizioni geniali: fa suo il pattern a nido d’ape e ne crea un oggetto d’arredo. Punto.

Si chiama HEK ed è la novità del designer per Luca Boffi.

Una poltrona che diventa divano: con la geometria non si sbaglia e il contro-schienale di HEK diventa base di partenza per “n” variabili a sviluppo orizzontale nello spazio. Come un mosaico 3d, la poltroncina può essere replicata all’infinito creando nuove e insolite composizioni spaziali.

La rivoluzionaria volumetria di HEK viene messa in risalto dalla bicromia in versione chiara e scura scelta dal designer, con un piccolo accento di colore fluo nelle profilature che non sono altro che la sua firma distintiva (giallo e rosa shocking, cos’altro sennò?) . Il materiale scelto non può che essere anch’esso rivoluzionario: il Sensitive® Fabrics di EUROJERSEY, un tessuto altamente tecnologico che ne fanno un materiale estremamente compatto, lucido, elastico.

Me la immagino come la seduta perfetta per locali di tendenza, per hotel di design, per aree relax di uffici dal design contemporaneo. Voi che ne dite?

 

 

 

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