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MY WORK | As a freelance (architect).

work freelance quote

It’s easy to say ‘I’m an architect’. Different saying ‘I’m a freelance architect’.

Although I feel 25 years, the bitter reality is that I’ve been working for almost ten years. Looking back, I realize that before starting to work as a freelance I went through almost all sort of working contracts.

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Facile dire ‘faccio l’architetto’.  Diverso dire ‘faccio l’architetto freelance‘.

Anche se io mi sento 25 anni, l’amara realtà è che ormai sono quasi una decina di anni che faccio questo mestiere. Mi sento ancora più vecchia se penso che in questi anni ho provato sulle mie spalle praticamente tutti i tipi di collaborazione lavorativa, ad ultima quella dell’ architetto freelance.



Here a quick and off-the-record resume

Tons of unpaid internships during the accademical years, in the studios of some pshyco architects (one day maybe I will write a post about this. LOL)

A period abroad after the graduation, paid a few pounds in a studio, so doing odd jobs to fix the fish

A mid term period in a corporate (where my boss and I hated each other)

A very short period in a small company (from where I escaped)

A long term period in an architectural studio (from where I escaped, since I didn’t like the job plus worked weekends and nights without any kind of gratification)

So actually, in one way or another I ran away from everyone by purpose, which makes me feel quite sure that my current freelance architect job is a lifestyle choice, more than a fallback.

Ok: so here you can find my studio ER INTERIOR//DESIGN. And the official resume LOL


[ITALIAN]

Ecco il mio curriculum (quello ufficioso)

Tirocini aggratis svariati durante il periodo universitario (al pensiero di alcuni architetti folli che ho incrociato lungo la strada ancora rido. Uno mi faceva fare le notti a creare calchi in gesso per colarci dentro i plastici, che bei momenti). Che si accompagnavano generalmente ai lavori più svariati ma pagati (ad esempio, per un periodo ho dato zucchero filato vestita da Babbo Natale).

Un periodo all’estero dopo la laurea, a metà tra lavoro in studio con cui mi pagavo a malapena le trasferte e lavoretti vari per campare con il resto (dare le birre a Wembley in una finale di FA cup a tifosi inglesi rientra ancora tra i miei peggiori incubi, ovviamente quella volta stavo al bar della curva di quelli che perdevano).

Un periodo di media lunghezza come dipendente presso una grande azienda come progettista retail (dove ho imparato che meglio si sta più la gente si lamenta, perché ha tanto tempo per farlo).

Un periodo di brevissima durata come dipendente presso un’azienda di medie dimensioni come progettista di uffici (dove non potevi mangiare neanche una caramella se eri davanti al pc).

Un periodo di lunga durata come falsa partita iva in uno studio di medie dimensioni (dove di base non mi piaceva quello che facevo, visto che passavo giornate intere a fare 3d e dettagli costruttivi e computi metrici, un tantino frustrante se sei una persona creativa. E comunque il lavorare sabato e domeniche per consegnare lavori con in cambio gratificazione pari a zero non era poi cosi entusiasmante diciamolo) .

In un modo o nell’altro sono scappata da tutti di mia volontà, il che mi fa dire con certezza che la mia attuale condizione da architetto freelance sia una necessità caratteriale e una scelta di vita più che un ripiego.

A proposito: qui trovate il mio sito/studio ER INTERIOR//DESIGN.

E qui il mio curriculum (quello ufficiale, dove tutto di cui sopra sembra bellizzimo. e invece ^_^ )


This awareness makes me feel optimistic also in the most difficult days.

Freelancing is a lifestyle choice, and yes it’s complicated. But I love it, and you must love it to do this choice.

From those bad days when nothing seems to go the right way. To those days when you are sick and still working from your bed, while employees are paid for this. To those frustrating moments when the person you worked for or with, or maybe just had to reply to your important email, disappears. To those nice moments when your friends complain because they have to work for half an hour more after 6pm, while you spent your last Friday evening to settle the bills.

Yes because now there are all those bureaucratic stuff you have to deal with. If you are an architect, even more.

For example: never heard about professional insurance?

I will be short: I hate all things about numbers and money and insurances  


[ITALIAN]

Questa consapevolezza mi fa affrontare con una buona dose di ottimismo i tanti sbattimenti che stanno dietro questa scelta.

Freelance è una scelta di vita (bella ma complicata): se è un ripiego, davvero, trovatevi un’alternativa.

Da quelle giornate no in cui niente sembra andare per il verso giusto. A quelle giornate malaticce in cui da dipendente staresti in divano pagato, da freelance stai al pc stando a letto e chissà se ti pagano. Al momento in cui realizzi che esistono casi inspiegabili di persone scomparse, proprio quelle stesse persone con cui hai avuto lunghi scambi di email e telefonate magari. Ai simpatici momenti in cui le tue amiche si lamentano perché devono stare al lavoro mezz’ora in più, quando tu ti sei passata l’ultimo venerdì sera a sistemare le fatture.

Si perché poi si apre tutto un capitolo di nome burocrazia che prima ignoravi, si pure quando eri una falsa partita iva, perché fatturare una volta al mese in pratica era uno spasso rispetto a quello che devi fare ora. Sbattimenti continui che tu, giovane architetto (sono ancora sotto i 35) ti rendi conto non sono ancora nulla rispetto a quello che ti riserva il futuro: non c’è scampo, la strada è solo in salita. Only the brave. 

Tralascerò infine il discorso che qui in Italia è tutto più difficile, perché se vivo qui un motivo comunque ci sarà.

Tra le varie ed eventuali a cui ti capita di pensare, c’è il tema assicurazione professionale. Obbligatoria solo per chi firma i progetti o assume la responsabilità diretta nei confronti del cliente.

Se anche voi come me, quando si parla di numeri e di cose tipo assicurazioni e varie, venite colpiti da una attacco di sonno fortissimo, ve lo prometto: sarò breve, resistete 


Typeverything.com  Numeric by Robert Lausevic. via 


Professional insurance for architects: a useful tip

If you are and architect but not freelancing, you will be not be interested by this topic. Otherwise, I recommend you this website –MIOAssicuratore.itto compare the best rates of professional insurances.

It’s supereasy: go here, enter your datas, in 12 seconds you will get the comparison. In my case, I also updated by adding the “young professional”option, but there are several others you can choose according to your needs and profession.

You can use the portal to compare also other kind of insurances (think for example about car insurance or home), to find the best price and option in a few seconds.

PS: ok, so now let’s go to fill all the task i had to complete this week. Have a lovely weekend!!


RC professionale per architetti: una prova utile

Comunque, se svolgi il tuo lavoro da dipendente, il tema RC professionale non ti interessa. Idem se sei una falsa partita iva, ovvero fatturi sempre allo stesso studio e non firmi i progetti, come me nella mia vita precedente. In tutti gli altri casi, potresti fare come me una simulazione della tua RC professionale tramite MIOAssicuratore.it, che tuteli il professionista dai danni involontari arrecati a terzi durante l’esercizio della professione.

E’ semplicissimo: vai qui, inserisci i dati, range di fatturato, massimale RC, e in 12 secondi ti comparirà una schermata di questo tipo. Nel mio caso, ho poi aggiunto la variabile “giovane professionista“: le opzioni si aggiorneranno e tu non devi poi fare altro che scegliere quella che preferisci (e che ti conviene), consultando poi i vari documenti informativi che compariranno una volta selezionata l’opzione.

Potete fare la stessa ricerca anche per tanti altri tipi di assicurazione in modo da trovare la più conveniente, penso ad esempio alla casa o all’auto. Io sto già facendo altre prove!

PS: Ok, ora vado a terminare le altre cento cose a cui dovevo pensare questa settimana: buon weekend!

 

 

 

 

Dubsonia Studio via