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In Venice Biennale of Architecture

venice biennale arsenale

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 Mondays Made in Italy post this week comes a bit later than usual, but actually I needed more time to select the photos to share from the large amount of pictures I took yesterday at the Venice Biennale of Architecture .

This is a must for an architect who lives half an hour away from Venice (but not only for him of course), as I am, and I took advantage of a beautiful sunny Sunday to visit the Arsenal first and then the Gardens, places that in itself are worth the ticketI hear many Italian colleagues who claim convinced not to go to Biennale because You always see the same things there ..“, but it’s a vision I really do not share, and I think that with those exhibitional spaces with such beauty and history that we have in Venice, everyone should have to visit them once a year (at least).  In fact, among my selection of images I have included not only photos of the exhibits, but also of interior spaces themselves, because too often we do not realize the beauty of what we have at hand.

However, my personal opinion is that this edition of the Venice Biennale deserves a visit. And then, Rem Khoolas, the curator of this year, he is certainly not johnny-come-lately. And you can see this in every corner of the Biennale.

We started our visit with the Arsenal, which hosts this year and every year rich installations in the magnificence of the interior spaces.

I was amazed to see that finally Italy has been chosen as the protagonist of this Biennale. A contradictory Italy, which has so many beauty to give together with so many bad samples. Two opposite feelings that you will get from the visit of the Italian Pavilion curated by Cino Zucchi on one side, and to Monditalia by Rem Khoolas on the other.

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Il post del Mondays Made in Italy di oggi arriva un pò più tardi del solito, ma in realtà ho avuto bisogno di tempo per selezionare tra la grande quantità di immagini che ho scattato ieri alla Biennale di Architettura di Venezia e che volevo condividere con voi oggi.

Appuntamento d’obbligo per un architetto che vive a mezz’ora di distanza da Venezia (ma non solo ovviamente), ho approfittato di una splendida domenica di sole per visitare prima l’Arsenale e poi i Giardini, luoghi che già di per sè valgono il biglietto d’ingresso…Della Biennale se ne sentono dire tante, ho molti colleghi che affermano convinti di non andarci “Perchè si vedono sempre le stesse cose..”, ma scusate voi dove trovate degli spazi espositivi con una simile bellezza e storia di quelli che abbiamo la fortuna di avere qui a due passi? E infatti tra la mia selezione di immagini non ho incluso solo foto delle esposizioni, ma anche degli spazi interni stessi, perchè troppo spesso non ci si rende conto della bellezza delle cose che abbiamo a portata di mano.

Che comunque il mio parere personale è che quest’edizione della Biennale meriti davvero una visita. E poi, Rem Khoolas, il curatore di quest’anno, non è certo uno degli ultimi arrivati. E lo si nota in ogni angolo della Biennale, che questa volta mi è sembrata particolarmente curata e studiata.

Abbiamo iniziato la visita dall‘Arsenale, che come sempre ospita installazioni molto coreografiche complice anche la magnificenza degli spazi interni.

E mi ha stupito vedere come, finalmente, l’Italia sia tornata protagonista di questa Biennale. Un Italia molto contraddittoria, che ha tanto di bello quanto di negativo da dare. Due sensazioni opposte quelle che derivano dalla visita del Padiglione Italia curato da Cino Zucchi e invece da Monditalia, allestita da Rem Khoolas.

biennale venice padiglione italia

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“Grafting” of Cino Zucchi shows us many good examples of Italian architecture: where the graft with the existing, with history and nature, has created successful architectural shapes. A small section is dedicated to next future Expo, and to Milan history, and the whole pavillon gives an optimistic view of Italy itself.

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“Innesti” di Cino Zucchi ci mostra tanti esempi buoni di architetture italiane in cui appunto l’innesto con l’esistente, che spesso si tratta di una storia “ingombrante”o di una natura molto forte, ha creato delle forme architettoniche ben riuscite, casi in cui il nuovo valorizza l’esistente stesso. Una piccola parte dedicata al prossimo Expo, e una tutta dedicata a Milano, danno una visione ottimistica dell’Italia, tra l’altro con un allestimento davvero ben riuscito.


Monditalia by Rem Khoolas instead is a dramatic and theatrical focus on italian condition, in the most important part of the Biennale…it starts with an entrance made ​​of 15kg of Swarovski crystals and thousands of bulbs, that reminds of Renaissance palaces and typical illuminations of Southern Italy country festivals.

Then, you enter in the so-called Monditalia: a country of contradictions, of religion, of corruption, of beautiful architecture deserted, of villages destroyed by the earthquake and still not rebuilt, of real estate speculation. I do not know…we already know these things very well, and maybe we expected from this Monditalia more than a staging of our dramas. I couldn’t wait to go out from this, but perhaps this was exactly the feeling that the architect wanted to create?

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Monditalia di Rem Khoolas mette al centro l’Italia nella parte da sempre più scenografica ed importante della Biennale, e lo fa in modo davvero teatrale, a cominciare da un ingresso fatto di 15kg di Swaroski e migliaia di lampadine che rimanda ai palazzi rinascimentali e alle tipiche luminarie delle feste padronali del Sud Italia.

Per entrare poi appunto nel cosiddetto Monditalia: un paese fatto di contraddizioni, di religione, di corruzione, di architetture stupende abbandonate, di patrimoni dell’umanità lasciati andare, di paesi distrutti dal terremoto ancora non ricostruiti, di speculazioni edilizie. Non lo so…noi queste cose le sappiamo già molto bene, e forse ci saremo aspettate anche altro da questo Monditalia oltre alla messa in scena di drammi che viviamo ormai tutti i giorni. Io non vedevo l’ora di uscirci da questi padiglioni, ma forse l’effetto che voleva l’architetto era proprio questo?

monditalia rem khoolas venice biennale

monditalia rem khoolas venice biennale

monditalia rem khoolas venice biennale

Luckily, we then looked at something “lighter” for a change.
Among the set-ups that have particularly impressed me, the Latvia one, with thousands of hanging sheets, the Kosovo one, with a small stool that has created a new space, and the Chinese pavilion in the gardens, with wonderful effects of light and shadow (because of the beautiful sunny day of course).
And I finally have to add a little bit of color, with this gigantic carpet from Venezuela hall, I could not help but photograph

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Per fortuna ci siamo rifatte poi gli occhi con qualche allestimento più “leggero”.

Tra quelli che mi hanno particolarmente colpito, quello della Lettonia, con migliaia di fogli appesi, il Kosovo, che con un piccolo sgabello ha creato uno spazio tutto nuovo, e il padiglione cinese nei giardini dell’Arsenale, con uno stupendo effetto di luce e ombra (complice anche la bella giornata di sole).

E vi aggiungo un pò di colore con questo tappeto gigantesco del padiglione del Venezuela, che non potevo fare a meno di fotografare…

venie biennale latvia

Latvia

kosovo venice biennale

Kosovo

China venice biennale

China

venice biennale colours venezuela

Venezuela

 

Our visit to the Biennale Gardens lasted a little less, but quite enough to visit the central pavilion and the exhibition Elements of Architecture, curated by Harvard University and centered around the basical elements of architecture.

Amazing, the introductory video by David Rapp, which describes the various architectural elements with a fast sequence of movie scenes. This itself is worth the visit!

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La nostra visita ai Giardini è durata un pò meno, ma quanto basta per visitare il padiglione centrale e l’esposizione Elements of Architecture, curata dall’Università di Harvard e incentrata attorno agli elementi fondamentali dell’architettura.

Fantastico è il video introduttivo montato da Davide Rapp che mostra una successione dei vari elementi dell’architettura presi da scene cinematografiche  Solo questo vale la visita!

 

venice biennale fundamentals

Ceiling.

 

Finally, some interior corner of venice Arsenal. I could spend all my days in a place like this 🙂

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Infine, ecco qualche angolo di interno dell’Arsenale di Venezia. Io ci passerei tranquillamente le ore qui dentro, non so voi!

venice arsenale intrior

venice arsenale interior

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All images by ©Elisabetta Rizzato

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